HEGEL
HEGEL
Hegel è considerato il massimo esponente dell’idealismo tedesco. Hegel si dedica a superare la distinzione tra soggetto e oggetto per costruire un sistema filosofico che parla della totalità.
La totalità è “spirito”, cioè realtà razionale che si costruisce nel tempo e nella storia.
LA VITA
Hegel nasce nel 1770 a Stoccarda, in Germania. Studia filosofia e teologia all’Università di Tubinga. È un sostenitore degli ideali di libertà e uguaglianza della Rivoluzione Francese e di Napoleone.
Dopo gli studi, lavora a Berna come precettore in case private. In questo periodo scrive le sue prime opere, di carattere religioso.
Poi insegnò a Norimberga, Heidelberg e all’Università di Berlino. Muore a Berlino nel 1831, forse di colera.
GLI SCRITTI
Gli scritti giovanili hanno carattere religioso-politico: La vita di Gesù, La positività della religione cristiana.
La prima grande opera di Hegel è La fenomenologia dello spirito (1807). Poi scrive La scienza della logica (in 2 parti). L’opera che espone tutto il suo sistema filosofico è L’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio.
LE TESI DI FONDO DEL SISTEMA FILOSOFICO DI HEGEL
Le tesi di fondo dell’idealismo di Hegel sono 3:
• La risoluzione del finito nell’infinito: la realtà è un organismo unitario formato da tutto ciò che esiste. Questo organismo è “l’assoluto” e l’infinito. Il finito quindi è un’espressione parziale dell’infinito. Il finito esiste nell’infinito quindi il finito è lo stesso infinito. Dio (che è infinito) si manifesta nel mondo (che è finito).
• L’identità tra ragione e realtà: alla base della realtà c’è l’idea o ragione. L’idea è “l’assoluto”, cioè la ragione in atto. La ragione è la realtà come idea cioè come unità di pensiero ed essere. Hegel dice che “ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale”. Questo aforisma significa che la razionalità non è pura idealità ma è forma di ciò che esiste (cioè la realtà) e la realtà non è caos ma un’unitaria razionalità (che è l’idea o ragione).
• La funzione giustificatrice della filosofia: il compito della filosofia è prendere atto della realtà e comprendere le strutture razionali che la costituiscono. Il compito della filosofia è la giustificazione razionale della realtà.
IDEA, NATURA E SPIRITO: LE PARTI DELLA FILOSOFIA
Per affermare che ragione e realtà coincidono, Hegel compie un processo formato da 3 momenti:
• L’idea in sé e per sé (tesi): è l’idea in sé stessa, e Dio prima della creazione della natura e dello spirito finito (che è l’uomo).
• L’idea fuori di sé (antitesi): è la natura.
• L’idea che ritorna in sé (sintesi): è lo spirito cioè l’idea che dopo essere diventata natura prende coscienza di sé nell’uomo.
Questi 3 momenti sono alla base delle 3 sezioni in cui si suddivide il sapere filosofico:
• Logica: studia “l’idea in sé e per sé”.
• La filosofia della natura: studia “l’idea fuori di sé”.
• La filosofia dello spirito: studia “l’idea che ritorna a sé”.
LA DIALETTICA E IL PENSIERO
La dialettica è formata dai 3 momenti di tesi, antitesi e sintesi. La dialettica è la legge ontologica di sviluppo della realtà e la legge logica di comprensione della realtà.
Il pensiero ha 3 momenti:
• Momento astratto o intellettuale: è il grado più basso della ragione. Il pensiero si ferma alla “rigidità” della realtà e considera solo i principi di identità e non-contraddizione.
• Momento dialettico o negativo razionale: parte dal momento astratto e lo mette in movimento, trova gli opposti.
• Momento speculativo o positivo razionale: mette insieme il momento astratto e il momento dialettico e coglie l’unità.
Hegel dice quindi che l’intelletto è un modo di pensare statico mentre la ragione è un modo di pensare dinamico. L’intelletto è l’organo del finito, la ragione è l’organo dell’infinito cioè lo strumento mediante il quale il finito viene risolto nell’infinito.
Hegel afferma che la dialettica consiste:
• Nell’affermare un concetto astratto e limitato (tesi).
• Nella negazione di questo concetto e nel passaggio ad un concetto opposto (antitesi).
• Nell’unificazione dell’affermazione e della negazione del concetto (sintesi).
Il termine usato da Hegel è Aufhebung, che significa superamento cioè arrivare ad una sintesi che abolisce e contemporaneamente conserva la tesi, l’antitesi e la loro lotta.
La dialettica esprime il processo mediante cui le parti della realtà perdono la loro rigidità e diventano momenti di un’idea unica e infinita.
LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
La fenomenologia è la scienza di ciò che appare.
Nel sistema di Hegel, la realtà è spirito quindi la fenomenologia è lo spirito che appare a sé stesso, lo spirito che capisce di essere “tutta” la realtà ovvero l’assoluto inteso come identità di finito e infinito, reale e razionale.
Hegel spiega la risoluzione del finito nell’infinito e l’identità di reale e razionale in 2 modi diversi:
• Prospettiva diacronica o fenomenologica: Hegel analizza la storia dalla civiltà greca fino alla civiltà moderna per mostrare il viaggio che lo spirito ha fatto attraverso la coscienza umana per arrivare a comprendere sé stesso come l’assoluto. Nella fenomenologia dello spirito Hegel segue l’impostazione diacronica.
• Prospettiva sincronica: Hegel definisce il sistema dell’assoluto. Affermare nella realtà consiste nei 3 momenti della ragione, della natura e dello spirito. Nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio Hegel segue l’impostazione sincronica.
Nella Fenomenologia dello spirito Hegel descrive il progressivo conoscersi dello spirito attraverso alcune figure che sono le tappe di questo percorso verso la verità.
La fenomenologia si divide in 2 parti:
• La prima parte è formata dai 3 momenti della coscienza (tesi) dove predomina l’oggetto, autocoscienza (antitesi) dove predomina il soggetto e ragione (sintesi) dove si arriva all’unità tra oggetto e soggetto e quindi alla sintesi tra coscienza e autocoscienza.
• La seconda parte è formata da 3 parti: spirito, religione e sapere assoluto.
LA COSCIENZA
La coscienza è la prima tappa della fenomenologia dello spirito. Hegel analizza la conoscenza degli oggetti.
La coscienza si divide in 3 momenti:
• Certezza sensibile: è la forma di conoscenza più immediata ma anche più povera perché considera solo la cosa singola, generica e indeterminata (es. questo albero).
• Percezione: l’oggetto singolo non può essere percepito come uno se l’io non riconosce che è lui stesso che riconosce l’unità dell’oggetto. L’oggetto quindi si risolve nel soggetto.
• Intelletto: è la capacità di cogliere gli oggetti non come tali ma come fenomeni cioè come il risultato di una forza che agisce sul soggetto.
Alla fine la coscienza ha risolto l’intero oggetto in sé stessa ed è diventata coscienza di sé cioè autocoscienza.
L’AUTOCOSCIENZA
L’autocoscienza è la seconda tappa della fenomenologia dello spirito. Hegel sposta l’attenzione dall’oggetto al soggetto. Tratta dell’io e dei rapporti con gli altri.
SERVITÙ E SIGNORIA
L’uomo è autocoscienza solo se riesce a farsi riconoscere da un’altra autocoscienza cioè da un altro uomo.
Questo riconoscimento passa attraverso un momento di lotta e di sfida per affermare la propria indipendenza.
Il conflitto termina quando una delle parti si sottomette all’altra nel rapporto servo-signore.
Il signore è colui che ha lottato per affermare la propria indipendenza, ha rischiato la vita ma alla fine ha vinto.
Il servo è colui che ha lottato ma che ha avuto paura di morire e quindi ha deciso di perdere la libertà e di accettare la schiavitù pur di vivere.
Il rapporto servo-signore porta però a un paradosso, ad un’inversione dei ruoli: il signore diventa servo del servo e il servo diventa signore del signore.
Infatti all’inizio il signore sembrava indipendente ma poi diventa dipendente dal lavoro del servo.
Il servo che all’inizio sembrava schiavo, attraverso il lavoro diventa indipendente.
Il processo di indipendenza del servo avviene in 3 momenti: la paura della morte, il servizio e il lavoro.
Con il lavoro il servo fa’ forma ad un’opera che rappresenta la sua indipendenza dagli oggetti. Con il lavoro il servo trasforma la natura per dare sostentamento al signore e si rende indipendente dalle cose che produce.
STOICISMO E SCETTICISMO
L’indipendenza dell’io rispetto alle cose è il risultato del rapporto servo-padrone.
Lo stoicismo esalta la libertà del saggio rispetto a tutto ciò che lo circonda. Questa libertà è astratta perché la realtà esterna esiste e ci condiziona.
Lo scetticismo per evitare i condizionamenti esclude completamente tutta la realtà esterna.
Hegel dice che gli scettici si autocontraddicono perché da un lato dicono che tutto è non-vero e dall’altra affermano che ciò che dicono è vero.

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